Anno della Vera Fede 1121
Più mi guardo intorno e più trovo curioso che persino in questi luoghi ci sia qualcuno che usa una dicitura del genere: "anno della vera fede". Non lo avrei mai creduto. Le Città di Frontiera vantano molte risorse interessanti, ma di sicuro la fede non è tra quelle. In ogni caso, chi sono io per parlare di certe cose? Il meno indicato, sicuramente. Eppure, persino in questi buchi puzzolenti e pieni di scarti dell'umanità c'è chi usa termini del mondo civile, almeno a giudicare da quel che ho appena visto. Forse è il desiderio di distanziarsi, di non sentirsi troppo parte della moltitudine di reietti e tagliagole che ci circondano e che ci ricordano dove ci troviamo, o magari chi siamo veramente. Oppure è semplice paura, e ben venga quindi l'illusione di poter erigere un invisibile muro a propria difesa, che ci separi dal resto e ci rammenti un altrove ideale che probabilmente non esiste. Per quel che mi riguarda, non vedo la necessità di un legame con le terre civilizzate, o che si definiscono tali. Direi che le conosco a sufficienza per fuggirne quando posso, e non ne sento la mancanza.
Certo, le città di Frontiera non sono il massimo, devo ammetterlo, ma ogni volta che mi trovo a vagabondare da queste parti, oltre al fetore dei cavalli, alla polvere delle strade ed alle grida sguaiate di prostitute e ubriachi dalla vita breve, percepisco nitida e al di sopra del caos anche una sensazione particolare, che in pochi altri luoghi ho trovato. Credo sia la sensazione di inerzia ed anonimato, l'idea che nessuno giudichi nulla, che nessuno chieda mai niente, che qui non esista la memoria e sembra ci sia solamente un lungo presente dilatato in ogni direzione, come se non ci fosse nessun altro tempo di cui preoccuparsi, né prima, né dopo.
Più mi guardo intorno e più trovo curioso che persino in questi luoghi ci sia qualcuno che usa una dicitura del genere: "anno della vera fede". Non lo avrei mai creduto. Le Città di Frontiera vantano molte risorse interessanti, ma di sicuro la fede non è tra quelle. In ogni caso, chi sono io per parlare di certe cose? Il meno indicato, sicuramente. Eppure, persino in questi buchi puzzolenti e pieni di scarti dell'umanità c'è chi usa termini del mondo civile, almeno a giudicare da quel che ho appena visto. Forse è il desiderio di distanziarsi, di non sentirsi troppo parte della moltitudine di reietti e tagliagole che ci circondano e che ci ricordano dove ci troviamo, o magari chi siamo veramente. Oppure è semplice paura, e ben venga quindi l'illusione di poter erigere un invisibile muro a propria difesa, che ci separi dal resto e ci rammenti un altrove ideale che probabilmente non esiste. Per quel che mi riguarda, non vedo la necessità di un legame con le terre civilizzate, o che si definiscono tali. Direi che le conosco a sufficienza per fuggirne quando posso, e non ne sento la mancanza.
Certo, le città di Frontiera non sono il massimo, devo ammetterlo, ma ogni volta che mi trovo a vagabondare da queste parti, oltre al fetore dei cavalli, alla polvere delle strade ed alle grida sguaiate di prostitute e ubriachi dalla vita breve, percepisco nitida e al di sopra del caos anche una sensazione particolare, che in pochi altri luoghi ho trovato. Credo sia la sensazione di inerzia ed anonimato, l'idea che nessuno giudichi nulla, che nessuno chieda mai niente, che qui non esista la memoria e sembra ci sia solamente un lungo presente dilatato in ogni direzione, come se non ci fosse nessun altro tempo di cui preoccuparsi, né prima, né dopo.
Anno della Vera Fede...
Ora manca solamente un qualche predicatore che finge di dispiacersi per un condannato al patibolo, e che piangendo in maniera commovente indica al boia di fare
il proprio lavoro... per il bene di tutti, ovviamente, per la redenzione del condannato, o
non so cos'altro dicano che sia. Gente strampalata, da evitare, prima che a qualche sant'uomo venga in mente che anche la mia anima ha bisogno di qualcosa.
In
ogni caso non c'è da preoccuparsi: nessuna fede darà mai fastidio a
nessuno nelle Città di Frontiera, di questo sono certo. Affogherebbe nella birra o nel sangue dopo pochi minuti. Potrebbe essere
divertente, però, osservare un predicatore che tenta la sorte da
queste parti, tra fuorilegge, mercenari, zingari e puttane con pugnali
nascosti nella sottoveste. Ci sarebbe da ridere davvero.
Comunque, è
quasi ora di rimettermi al lavoro. Le strade promettono bene, e le
taverne anche; la gentaglia di frontiera a quest'ora avrà già alzato il gomito a
dovere e non prevedo grosse difficoltà. Chissà cosa
direbbero i religiosi a proposito di nottate come questa. Sarei tentato di
domandarlo al mio amico "civile", qui in terra, e chiedergli dove si trova la sua fede
in questo momento, ma non mi pare molto in vena di parlare, o quantomeno
non credo che ci riuscirebbe, ubriaco com'è e lungo disteso in questo
vicolo pulcioso. Chissà quale furfante è riuscito a farlo bere fino a ridursi così. Se non fosse che ho una certa fretta lo sveglierei per domandarglielo, ma
dorme così bene che preferisco lasciarlo stare, tanto non credo che lo
incomoderà più nessuno per stasera.
A questo punto sarà meglio avviarsi, non ho
neanche cenato per dare attenzione a quest'insulso individuo ed il tempo è letteralmente denaro per me. Povero diavolo, però. Più lo guardo e più ho
l'impressione che si trovi veramente nel posto sbagliato, e che durerà
poco. Poche monete, niente armi,
e solo qualche appunto scritto: un personaggio veramente fuori luogo, devo dire. Non avrei mai pensato di trovare qualcuno che
inizia le proprie pagine di diario con la datazione delle città dei Feudi, parlando di fede e tutto il resto. In verità, qui al Confine è già raro trovare
qualcuno che sappia scrivere, quindi la cosa è fuori dal comune comunque.
Curioso, veramente.
Ad
ogni modo, non ha importanza. Posso solo augurare al mio sconosciuto amico di passare
la nottata tranquillo, svegliandosi domattina in compagnia della sua fede
e dei suoi appunti, e di allontanarsi dai guai il prima possibile.
Peccato
che avesse solamente pochi spiccioli addosso... questo si che è realmente
una pena. Adesso mi toccherà sopportare qualche altra taverna
maleodorante e farmi qualche nuovo amico, e vedere se posso arrivare a qualche borsa più fornita prima che il sole sorga di
nuovo, per un'altra giornata inutile da aggiungere al mio calendario personale.
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As Cidades de Fronteira
Quanto mais eu olho ao redor, mais eu acho curioso que, mesmo nesses lugares, alguém use uma expressão como: "ano da verdadeira fé". As Cidades de Fronteira têm muitos recursos interessantes, mas com certeza a fé não está entre eles. Mas afinal, quem sou eu para falar sobre certas coisas? O menos adequado, seguramente.
No entanto, mesmo nestes buracos fedorentos e cheios de lixo humano parece que há quem use termos "civilizados", por assim dizer, pelo menos a julgar pelo que eu vi hoje. Talvez faz isso por achar mais edificante, ou para não sentir-se parte da multidão de párias e assassinos que o circundam e lembram-lhe claramente onde está, ou quem é de verdade, só por estar na área.
De minha parte, não vejo a necessidade de um vínculo com as terras mais "civilizadas"... ou melhor, que se dizem civilizadas, pelo menos. Diria que eu as conheço o suficiente para fugir delas quando posso, e, de vez em quando, fazer-me dois passos em outro lugar.
As Cidades de Fronteira não são as melhores, devo admitir, mas cada vez que eu me encontrar vagando por esta parte, além do fedor dos cavalos e de suor, da poeira das estradas e dos gritos escandalosos de prostitutas e bêbados de vida curta, percebo acima do caos também uma sensação particular que em poucos lugares eu encontrei. Penso que seja a sensação de inércia e anonimato, a ideia de que ninguém julga nada, que ninguém pergunta nada, que aqui não há nenhuma memória mas parece quase estar imergidos em apenas um longo presente estendido em todas as direções, como se não houvesse nenhum outro tempo para se preocupar, nem antes nem depois.
Ano da Verdadeira Fé.
Que curioso! Agora somente falta algum pregador demostrando pena por um condenado à forca, e chorando enquanto indica ao carrasco para fazer seu próprio trabalho. Para o bem de todos, obviamente, para a redenção, ou não sei qual outra coisa que dizem que seja. Nunca me interessei muito em saber como certas coisas funcionam, me basta apenas o mínimo de informações necessárias para evitar essas pessoas surtadas.
Em qualquer caso não há nada com que se preocupar. Nenhuma fé vai incomodar ninguém nas Cidades de Fronteira, tenho certeza disso. Se afogarariam em cerveja ou no sangue depois de poucos minutos. Deveria ser divertido, no entanto, observar um pregador que tenta a sua sorte por aqui, entre bandidos e ciganos, ou prostitutas com punhais escondidos na roupa de baixo. Seria mesmo engraçado, eu acho.
No entanto, é quase hora de voltar ao trabalho. As ruas são promissoras e as tabernas também; a escória já deve ter levantado o cotovelo ao dever a esta hora e não prevejo grandes dificuldades. Quem sabe o que diriam os religiosos sobre noites como estas. Estou tentado a perguntar ao meu amigo, aqui em baixo, para saber onde se encontra a fé dele neste momento, mas não me parece com muita vontade de falar, ou pelo menos não acho que poderia fazê-lo, bêbado como é, e largado ao chão deste beco pulguento. Se eu não tivesse uma certa pressa até o acordaria mas ele dorme tão bem que prefiro deixá-lo assim, pois nao creio que ninguém mais o incomodorá esta noite.
Mas agora é melhor ir, nem sequer jantei para dar atenção a este indivíduo inútil, e o tempo é literalmente dinheiro para mim. Pobre coitado, no entanto. Mais o vejo e mais tenho a impressão de que esteja realmente no lugar errado, e não vai durar muito por aqui. Poucas moedas, nenhuma arma, e algumas notas escritas: um personagem realmente fora de lugar, devo dizer. Nunca pensei encontrar aqui alguém que começa suas próprias páginas com a expressão civil das cidades em direção ao litoral, falando de fé. Na verdade, neste lugar nunca pensei encontrar alguém que soubesse escrever, para ser honesto.
Curioso, de verdade.
De qualquer maneira não importa. Eu só posso desejar ao meu desconhecido amigo que passe uma noite tranquila, acordando amanhã de manhã na companhia da sua fé e de suas notas, e que fique longe dos problemas o mais rápido possível.
Pecado ele só ter poucos trocados, isso é realmente uma pena. Agora vou ter que suportar mais umas tabernas mal cheirosas e fazer-me qualquer novo amigo, para ver se algum bolso melhor pode ser alcançado antes que o sol se levante novamente, em mais um dia inútil para adicionar ao calendário.

